Anapotesi, un sogno, il mezzo modello

Anapotesi…. un modo un po’ bislacco per dire “per ipotesi”.

Ma Anapotesi è anche il nome di un sogno.  E’ un progetto che rappresenta la scelta di vita di un ragazzo,  Roberto, che, con la sua sviscerata passione per la nautica, ha voluto lasciare un segno nei suoi studi di architettura.  E qui vi presento il mezzo modello.

Seguitemi………ne vale la pena…

 

Mezzo modello di Anapotesi visto di mascone
Mezzo modello di Anapotesi visto di mascone. Si notano le sovrastrutture ed il top in mogano incorniciato con lo stesso colore dello scafo

 

Anapotesi è una barca di carta, un progetto, una tesi di laurea sullo studio di una imbarcazione IMS di 43 piedi da regata crociera, è l’inizio di un probabile lungo percorso, è un raro caso di incrocio tra la futura professione e la passione vera per quel che si fa.   Il destino ha voluto diversamente: Roberto è su una sedia a rotelle e non parla…….ha bisogno di assistenza continua e delle amorevoli cure di tutta la famiglia ma…. al suo interno, nonostante le avversità della vita, mantiene intatto quel fuoco e quella passione per la nautica ed il design che neanche il triste evento che lo ha bloccato sulla sedia a rotelle alla sua giovane età è stato in grado di fargli cessare.   E’ caparbio, non si arrende, per relazionarsi con gli altri inventa un personale ed originale sistema…. Ha una intelligenza pronta e fervida.

Disegno di Anapotesi. Vista orizzontale dello scafo
Disegno di Anapotesi. Vista orizzontale dello scafo

 

Ho avuto il piacere di conoscere Roberto per merito del padre Alberto che mi ha cercato, come dice lui,  “per tutta Piombino e da due settimane”……..E’ una persona da cui ti aspetti la tranquillità di chi, dopo decenni di lavoro, finalmente si gode la meritata pensione….. invece no…………. È li sempre pronto a farsi in quattro per il figlio, a cercare di creargli sempre nuove prospettive e, si vede, ….. gli vuole un bene dell’anima.  Il sig. Alberto mi racconta della passione di Roberto…. Quasi quasi mi ci specchio…. Mi chiede se sono disposto a realizzare il modello di questo sogno, di rendere realtà la rappresentazione di questa barca di carta.

Come posso dire di no a tanto entusiasmo………..

A casa sua, Roberto, oltre a parlarmi (si… è proprio il verbo giusto…) di design nautico e software di progettazione, mi mostra i disegni della sua opera……. non c’è che dire…. è veramente bella. Ma lui non vuole il modello, ha le idee chiare… vuole il mezzo scafo… meglio se con le sovrastrutture, quindi un mezzo modello.  Mi trova daccordissimo…………. Sarà per me un piacere realizzare tale opera…. Così concordiamo: egli sarà il mio “direttore dei lavori” e seguirà passo passo l’iter della realizzazione.  Mi congedo da tutta la famiglia e dopo due giorni il padre, con la consueta e vulcanica efficienza, mi fa avere copia dei disegni richiesti.

Si inizia.

Stabilisco il metodo di costruzione; dallo studio dei disegni mi rendo conto che Roberto ci ha messo del suo nella previsione del pozzetto……. sarà abbastanza complicato realizzarlo.

Ma il tempo non manca, e tra un impegno familiare e di lavoro impiegherò parecchi mesi per la realizzazione del modello.

Dopo circa un anno di lavoro il risultato però è sconvolgente………… è un mezzo modello bellissimo: ha delle linee stupende, il pozzetto è superbo, la richiesta di Roberto di avere uno scafo di colore grigio mi ha trovato daccordo e, in effetti, quel grigio medio-scuro metallizzato, come riportato in tanti moderni scafi da crociera regata, fa veramente la sua figura se abbinato alla pontatura completamente raffigurata in teak.

Le parole dicono poco…… parlano le immagini………….

L’opera è stata consegnata nel mese di aprile di qualche anno fa, con lo scambio degli auguri di Pasqua.

Ma a Roberto ho chiesto un prezzo, lo dovevo proprio fare: il prestito e l’utilizzo della “sua” opera in eventuali mostre che organizzerò.

Perchè è bellissima…perchè è un peccato non mostrare a tutti gli appassionati tale mirabile opera….perchè sono questi i motivi per cui posto con piacere questo articolo.

E’ solo una “barca di carta”………….Ma ne valeva proprio la pena.

E per finire, alcune foto di questa splendida opera

Tommaso.-

 

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