Mezzi scafi. Un’arte

I mezzi scafi sono oggetti poco conosciuti di cui non sono certe le origini.   Alcuni, come gli americani,  se ne assumono la paternità ma non ne siamo assolutamente certi.   Quel che è certo è che questi oggetti sono nati quali parenti poveri dei modelli navali ma, mentre questi ultimi costituivano oggetto di rappresentazione architettonica per i monarchi committenti prima e per gli armatori poi, i mezzi scafi erano invece un utilissimo strumento progettuale, solo oggi avente autonoma dignità artistica.

Volete saperne di più?     Buona lettura.

Sun Odyssey 40 mezzo scafo moderno
mezzo scafo di moderna imbarcazione da regata-crociera Sun Odyssey 40

Da strumento progettuale a forma d’arte

I mezzi scafi rappresentavano per i carpentieri navali ed i maestri d’ascia lo strumento per anticipare le forme delle imbarcazioni e delle navi che successivamente avrebbero dovuto disegnare o costruire.

Essi, in unico blocco di legno o costituiti da tavolette quasi sempre di uguale spessore, sovrapposte le une alle altre, rappresentavano in forma tridimensionale ciò che i maestri d’ascia avrebbero voluto realizzare e costituivano la base per ottenere tutte le “quote” necessarie per la realizzazione dello scafo o per quello che era il più importante degli elaborati del disegno navale, cioè il “piano di costruzione”.

Infatti, una volta sagomato il blocco di legno nelle forme volute, questo veniva sottoposto a misurazioni con appositi strumenti o scomposto nelle sue parti le quali diventavano totalmente elementi geometrici dai quali sarebbero state tratte le linee d’acqua rappresentanti ciò che sarebbe diventata l’imbarcazione nel suo insieme con la dimostrazione al vero della disposizione dei volumi e dei rapporti tra le varie parti dello scafo e dal cui piano di costruzione (linesplan) veniva successivamente tratta la tabella di tutte le quote necessarie ad impostarne successivamente l’ossatura.

A seguire tre piani di costruzione di “fishing shooners” – golette da pesca americane del 1800, che sono stati ricavati dai mezzi scafi conservati in vari musei degli Stati Uniti d’America.

Piano di costruzione di goletta da pesca americana "Elen B. Thomas" del 1902
Piano di costruzione del fishing shooner “Elen B. Thomas” 1902

 

Piano di cosreuzione della goletta da pesca "Thalia" del 1892
Piano di costruzione del fishing shooner “Thalia” del 1892

 

Goletta da pesca "Ingomar" del 1904 - piano di costruzione
Piano di costruzione del fishing shooner “Ingomar” del 1904

 

Mezzi scafi di questo secolo e dei precedenti si possono ammirare nei vari musei navali, collezioni private e dei cantieri nautici sia italiani che stranieri (half-block models o half hulls), i quali, fino a non molti decenni fa, utilizzavano tale metodologia progettuale.

Soprattutto nei paesi anglosassoni, dove la scienza dell’idrodinamica si stava iniziando ad affacciare, molti valenti progettisti, divenuti famosissimi nel mondo e fino ai giorni nostri, usavano proprio il sistema dei mezzi scafi per l’ideazione e realizzazione delle loro “creature”.

model room nel museo Herreshoff
Una piccola parte dei mezzi scafi utilizzati dal noto architetto americano Nat Herreshoff per realizzare i suoi scafi

Ma intanto gli sviluppi della scienza e della tecnica avanzavano a ritmi vertiginosi, la scienza dell’idrodinamica faceva passi da gigante iniziando a restituire numerosi algoritmi matematici volti alla risoluzione dei problemi che stanno alla base della progettazione navale e, soprattutto, si affacciava all’orizzonte il computer il quale, con l’utilizzo di tali algoritmi di calcolo e programmi, consente al progettista navale di acquisire enormi messe di dati utili per ottimizzare le proprie opere e per renderle sempre più performanti e rispondenti ai requisiti richiesti, restituendo anche gli interi elaborati grafici.

Siamo ai giorni nostri.

Il mezzo scafo non viene ormai più usato per progettare le imbarcazioni.     L’immagine del maestro d’ascia che plagia il blocco ligneo nelle forme volute è ormai relegata in un cantuccio, quello dei ricordi.

Ma il mezzo scafo non è caduto nel dimenticatoio, anzi.

Sarà stato per caso che un anonimo carpentiere navale avrà voluto conservare il frutto del suo ingegno, applicandogli una tavoletta di legno ed appendendolo alla parete del suo laboratorio piuttosto che utilizzarlo nella propria stufa come legna da ardere.

Ed è proprio da quel momento che il mezzo scafo, una volta esaurita la sua utile funzione progettuale,  è diventato dapprima oggetto da donare all’armatore, poi emblema del proprio status sociale derivante dal possesso della barca o dello yacht.

Ciò lo possiamo notare quando visitiamo le sedi di yacht clubs dove possiamo trovare le model rooms, ossia le stanze dedicate ai mezzi scafi degli yachts di tutti gli armatori facenti parte del sodalizio, usanza questa tramandata dal 1800 quando per poter far parte di uno yacht club in Inghilterra o negli Stati Uniti, l’armatore era obbligato a consegnare il mezzo scafo della sua barca.

"Model room" stanza dei modelli del Royal Thames Yacht Club
“Model room” stanza dei modelli del Royal Thames Yacht Club

Per gli amanti del mare e della nautica il mezzo scafo ancor oggi costituisce un legame tra l’attuale modo di vivere il mare e di amare le barche e la tradizione dei “mastri” dalle cui mani, abilità e tecnica nascevano belle e bellissime creature che consentivano a tanta gente di mare di effettuare i traffici marittimi, di praticare la pesca e, perché no, andare per mare per diletto.   Sono molti infatti gli amanti del mare che ancora oggi, non possono fare a meno di possedere almeno un mezzo scafo che faccia parte importante del proprio arredamento, sia nella propria dimora che nel quadrato della propria imbarcazione.

Per tale motivo il mezzo scafo nel frattempo si è trasformato, nelle funzioni, nella tecnica costruttiva, nei materiali, nella rappresentazione di sé.   Esso oggi si è evoluto e costituisce un frammisto di ricerca storica, tecnica, gusto e raffinatezza fino ad assurgere ad autonoma forma d’arte.

 

I mezzi scafi oggi

Come per tutte le opere d’arte, anche per i mezzi scafi al giorno d’oggi possiamo trovare in commercio “copie” e “imitazioni” prodotti in larga serie e raffiguranti yacht famosi del passato, mentre i “veri” mezzi scafi, quelli cioè che hanno contribuito all’ideazione ed alla realizzazione di uno yacht, un bastimento, una nave, se non fanno parte delle collezioni di musei, privati e cantieri, li dobbiamo cercare alle aste di antiquariato nautico o presso venditori specializzati.

 

Per i mezzi scafi di qualità o per ottenere la realizzazione del mezzo scafo o mezzo modello del proprio yacht, si deve invece ricorrere ad abili artigiani e modellisti i quali nelle loro realizzazioni abbinano cognizioni squisitamente tecniche a personalissime visioni artistiche.

 

Tali doti sono essenziali in quanto la realizzazione del mezzo scafo non riguarda solamente la mera esecuzione del modello ma, molte volte, tutta una serie di operazioni, quali il rilievo dello scafo, la stesura del piano di costruzione, l’adattamento di quest’ultimo, l’ esecuzione del modello e la sua caratterizzazione artistica.

 

Io stesso, per molti mezzi scafi da me realizzati per conto di armatori privati, ho dovuto procedere, in assenza di piani di costruzione, al rilievo vero e proprio degli scafi.

 

Infine, fa piacere sapere che in alcune località costiere di un modernissimo paese come gli Stati Uniti d’America, in alcune scuole si insegna ancora agli studenti l’ideazione e la realizzazione dei mezzi scafi, attività che seppur non più attuale, tende a mantenere inalterate le tradizioni di una fortissima cultura nautica cui i mezzi scafi hanno dato il loro contributo.

 

Se sei amante dei mezzi scafi, infine, ti consiglio la letture dei seguenti post:

Ecco una piccola galleria con alcuni mezzi scafi di mia realizzazione.

 

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