First 31.7 – Una breve presentazione

Ecco la presentazione del First 31.7, in cui troviamo la storia di questo modello, le caratteristiche tecniche ed anche le opinioni da esperto velista ed armatore di questo splendido cabinato.   Presentazione magistralmente redatta dal nostro amico Emanuele Bravin, che è stato anche l'artefice della realizzazione del mezzo scafo di questa bella imbarcazione.     Mettetevi comodi , ne vale la pena, soprattutto se qualcuno di voi sta pensando di diventare armatore di questo cabinato.  

 

Foto del First 31.7 in regata
Bella foto del First 31.7 alla recente regata "100 di Montecristo". Sono evidenti le vele in carbonio.-

Presentazione del First 31.7

Il First 31.7, prodotto dai cantieri Beneteau, è una delle barche più prodotte di sempre con oltre 1.500 scafi venduti in tutto il mondo (prevalentemente in Europa) e che ha riscosso enorme successo sia in ambito di diporto che come barca da regata.
Nonostante l’arresto della sua produzione nel 2010, è ancora molto ricercata per le sue doti marine e le entusiasmanti prestazioni nelle competizioni veliche.
Il 31.7 è una barca di cui ci si innamora, non è solo un guscio di vetroresina.
Le sue linee, la sua vivibilità e la piacevolezza nel condurla, fanno sì che ogni armatore ne sia o ne resti profondamente affezionato.
Il 31.7 è un natante di 9,48 metri di lunghezza e 3,23 metri di baglio massimo, con una superficie velica standard (con rollafiocco e genoa 140%) di circa 56 metri quadri. Lo spinnaker è di circa 60 metri quadri.
Il peso è di circa 3.600 chili ed il pescaggio è di 1,80 metri.
Sono state prodotte, in quantità modestissime, anche versioni con pescaggio ridotto a 1,40 metri. Destinate invece a zone poco ventose sono state prodotte delle versioni chiamate “LAC”, con l’albero più lungo ed una conseguente maggiore superficie della randa.
La barca nasce nel 1997 da un progetto Finot-Conq che riescono a sviluppare una barca votata al diporto partendo dallo scafo del Figarò, il monotipo da regata per la “Solitaire du Figarò”.

piano di costruzione del Figaro
Piano di costruzione del Figaro, barca da regata progettata da Finot e madre del nostro First 31.7

Questo primo passaggio fondamentale, renderà la barca estremamente marina e votata a sorprendenti performance.

Negli anni la barca ha subito poche modifiche, in tre sostanziali edizioni.
Sono infatti cambiate le grafiche esterne, che si sono adeguate a gusti più moderni, sono variati i colori degli interni, inizialmente molto scuri per diventare molto chiari nelle ultime versioni, il motore è passato da Volvo a Yanmar, pur rimanendo sempre di 21 cv ed i winches che da Lewmar sono passati ad Harken. Le ultime barche si distinguono anche per il cambio della barra del timone, inizialmente dritta di legno, per passare ad uno più grande in acciaio con maniglione.
Ma sostanzialmente la barca è rimasta sempre la stessa.

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Tecnica

L’armo è ben distribuito e favorisce anche la conduzione in solitaria.
Oltre alla doppia batteria di stopper sulla tuga, ci sono 4 winches, un ampio trasto della randa e naturalmente tutti i rimandi delle manovre mobili.
Lo spazio in pozzetto è molto ampio, cosa oggi difficilmente riscontrabile in barche di anche maggiori dimensioni, le due panche, rivestite in teak, sono molto lunghe e quella di dritta nasconde un enorme gavone per lo stivaggio del materiale, il boiler ed il serbatoio del carburante oggettivamente un po’ piccolo per la crociera di appena 30 litri. Più a poppa c’è anche un secondo gavone più piccolo per la bombola del gas.
In perfetta corrispondenza della perpendicolare alla estremità della barra, sopra le panche specularmente, ci sono due comodissime sedute per il timoniere, anch’esse rivestite in teak. E proprio da quella posizione il timoniere ha tutto sotto mano, infatti sia il paterazzo, il trasto ed i winches destinati alle scotte del genoa, sono facilmente raggiungibili senza dover lasciare la normale posizione al timone. La coperta è ampia, con due passauomo posizionati sopra la dinette e la cabina di prua. Sulla prua c’è un ampio gavone per il salpa ancora e la linea di ancoraggio. 

Foto del First 31.7
Andatura di poppa di questo First 31.7 nella regata "100 di Montecristo"

Sottocoperta la barca stupisce per gli ampi spazi. La distribuzione degli interni è piuttosto classica, con il bagno a dritta verso poppa, una grande cabina a sinistra, carteggio a destra, cucina a sinistra, completa di fuochi, forno e frigo, ed il classico tavolo centrale (con albero passante) con i divani lungo le fiancate. A prua c’è una seconda cabina, abbastanza comoda, che sotto il supporto del letto nasconde il serbatoio dell’acqua di 80 litri.
Gli interni, già spaziosi di per se, oltre ad avere degli utili armadietti, nascondo numerosi stipetti utilissimi per riporre molto materiale.
In crociera alla barca non manca niente e considerando le due cabine e la dinette, può ospitare comodamente sei persone. 

Bella foto dell'interno della tuga del nostro cabinato

Ma, tenuto conto della distribuzione di alcuni pesi, la barca in assetto crocieristico perde vivacità. Il 31.7 tende a mettere la prua sott’acqua ed i pesi derivanti dal salpaancora, linea di ancoraggio, serbatoio dell’acqua e rollafiocco con il suo estruso in alluminio, ne mortificano le prestazioni.
Prestazioni che invece vengono esaltate con poche attenzioni.
Una volta alleggerita la prua e sostituendo il rollafiocco con un tuffluff o ancor meglio da uno strallo pulito per vele con garrocci, il 31.7 è ancora molto competitivo.

Foto First 31.7 visto di poppa
Splendida vista di poppa di "Armorica" del nostro Emanuele Bravin

 

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First 31.7 - Prestazioni ed alcune considerazioni...da velista

Prestazioni che invece vengono esaltate con poche attenzioni.
Una volta alleggerita la prua e sostituendo il rollafiocco con un tuffluff o ancor meglio da uno strallo pulito per vele con garrocci, il 31.7 è ancora molto competitivo.
Una delle cose che colpisce è l’ottimo angolo di bolina nonostante l’utilizzo del genoa 140%, angolo che ancora migliora quando la vela di prua viene sostituita con un fiocco, ma solo in caso di vento forte perché il 31.7 ha bisogno di tanta tela sulla prua per camminare.
Ed è proprio con il salire del vento che la barca si esprime al meglio. Se con arie leggere il passo non è entusiasmante, con vento formato il 31.7 ha pochi avversari. Riuscendo a trovare il giusto equilibrio tra superficie velica ed intensità del vento, la barca è molto stabile ed una volta trovato il giusto angolo di sbandamento tiene ottime velocità di bolina. In poppa sotto spinnaker, come per la bolina, il 31.7 patisce le arie leggere ma con vento forte cammina davvero forte riuscendo a mantenere una grande stabilità. 
Con un equipaggio capace, in poppa si riesce a gestire lo spinnaker in completa tranquillità con ben oltre 20 nodi, anche grazie alla perfetta distribuzione dell’armo per la gestione di alto, basso, barber e scotte spi.
Tuttavia la barca necessita di qualche accorgimento per diventare competitiva.
La pala del timone è evidentemente sottodimensionata, cosa che porta la barca a straorzare con facilità. Negli anni numerosi architetti navali hanno elaborato efficaci modifiche da apportare alla pala, rendendola più profonda e più larga, ma resta un intervento a discrezione dell’armatore. Questa piccola modifica può rendere la barca molto equilibrata con qualsiasi condizione di vento.
Poi ci sono altri numerosi accorgimenti da mettere in pratica per poter contare su una barca un po’ più garosa, come ad esempio il paterazzo ben demoltiplicato in tessile, l’aggiunta del fino della randa e le sfere nei carrelli del genoa, che normalmente hanno le bacchette in delrin. In merito al setting dell’albero, ci sono molte scuole di pensiero, ed ogni armatore ha modo di valutare le migliori soluzioni traslando l’albero avanti o indietro grazie ad un piede che permette tre posizioni.

Qui sotto un filmato sulla conduzione del nostro cabinato

L’elettronica standard solitamente è Raymarine ed è piuttosto essenziale ma esaustiva. Al carteggio c’è un gps cartografico ed un VHF, mentre fuori in posizione di facile lettura ci sono i due classici strumenti con indicazioni del vento e velocità/profondità.
E’ molto difficile fare un paragone con il predecessore ed il successore del 31.7, nel primo caso infatti si parla del First 300 Spirit, una barca un po’ meno vivibile e con performance decisamente inferiori. Il First 30 JK, lo scafo che dopo alcuni anni di silenzio ha “teoricamente” sostituito il 31.7, è una barca di tutt’altro genere. E’ frutto infatti del progetto di Juan Koudoumdjian e si ispira agli open oceanici. Discutibile nell’aspetto generale, ha di poco migliori performance rispetto al 31.7, ma la sua scarsissima produzione, cessata dopo pochi anni dal primo varo, testimonia lo scarso successo . 
In sintesi il 31.7 è una barca davvero ben riuscita, comoda e spaziosa in crociera, marina ed affidabile in ogni situazione e con ottime prestazioni in regata. 
Il prezzo di vendita dell’usato oggi oscilla tra i 35 e i 45 mila euro.

 

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